Articoli - 03 Novembre 2009

Capgemini torna a investire in India

Autore: Joshua Burkholder - Redazione

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Capgemini torna a investire in India

Capgemini, grande società di consulenza francese, ha raggiunto un punto di svolta nelle proprie attività di outsourcing. L'azienda avrà presto più dipendenti in India che nella stessa Francia. Secondo I piani annunciati recentemente dalla società d'Oltralpe, I dipendenti indiani cresceranno infatti fino a 21 mila, superando i 20 mila attualmente impiegati in Francia, tramite l'apertura di una nuova unità di business information management a Bangalore, la culla del Bpo Made in India.

Il razionale su cui si è basata questa scelta è stato spiegato da Paul Nannetti, che in Capgemini si occupa di coordinare i servizi informatici internazionali e che ha recentemente detto: “In India abbiamo l'opportunità di accedere a un gran numero di applicazioni e personale specializzato, ma soprattutto possiamo incrementare con le nostre capacità operative quando se ne manifesta l'esigenza molto più velòocemente di quanto potremmo fare in patria”.
Il nuovo business information management center verrà lanciato a breve con mille dipendenti, che dovrebbero crescere a quota 1.800 entro i primi 18 mesi di attività. Il grande bacino di talenti di Bangalore rende la città indiana particolarmente adatta a questo tipo di attività, focalizzata prevalentemente sulla raccolta, l'utilizzo e l'analisi dei delle informazioni.

Nonostante l'India sia ormai da tempo considerata la capitale mondiale dei servizi informatici e del Bpo, le aziende locali sono state fortemente colpite dalla crisi finanziaria globale, anche perché molti dei loro principali clienti sono banche occidentali grandi dimensioni. Per questo motivo gli outsourcer locali hanno dovuto fronteggiare negli ultimi mesi un drastico calo nelle commesse da parte dei molti dei loro clienti più importanti, facendo crollare le previsioni di crescita per il prossimo futuro.

Recentemente si sono tuttavia palesati alcuni segnali incoraggianti, ultimo dei quali è proprio l'annuncio di questo forte investimento da parte di Capgemini. Ibm e Accenture, da parte loro, avevano già avviato grandi piani di espansione nel paese asiatico prima che la crisi entrasse nella sua fase più critica, con l'obiettivo di far leva sul basso costo della manodopera locale e riuscire in questo modo a limitare i danni causati dalla crisi stessa. Il fatto che questi investimenti vengano confermati o addirittura incrementati è senza dubbio un segnale importante per l'industria indiana dei servizi informatici, ma è anche la prova che i leader indiani di questo settore, come Tata Consultancy Services, Infosys e Wipro dovranno prepararsi ad affrontare una rinnovata concorrenza sul proprio stesso terreno da parte dei grandi player occidentali.

  • sempre dove costa meno..., inserito da Barbaraferrari il 03-11-2009 alle 16:38

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    perché non investono in Calabria?
    Gli stipendi qui sono per lo meno la metà che a Parigi, e siamo sicuramente più bravi degli indiani!!!

  • sicura?, inserito da Micheleb il 05-11-2009 alle 13:59

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    Io non credo che ci siano ingegneri migliori degli indiani, nemmeno in Calabria! :-)

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